Percorso museale virtuale

Il pubblico viene introdotto alla visita del Museo dalle immagini di Martinitt e Stelline proiettate lungo la scala che porta al primo piano, accompagnate in sottofondo da risate, parole sussurrate, rumori di scalpiccii e passi.

Il primo piano


La prima sala è dedicata all'ammissione dei Martinitt e delle Stelline nei due istituti: su un monitor interattivo, accanto ai regolamenti del 1865 degli orfanotrofi, appaiono documenti e fascicoli d'archivio degli orfani selezionati dal visitatore, mentre su uno schermo scorrono immagini della Milano ottocentesca.
Una seconda sala è dedicata alla vita negli orfanotrofi: il pubblico può selezionare su un monitor l'edificio delle Stelline o quello dei Martinitt, scoprendone la disposizione interna degli ambienti, e attivare su uno schermo dei video di approfondimento, in cui i documenti riportano alla luce spaccati di vita quotidiana.
Nella terza sala è ricostruita un'aula scolastica, in cui si svolgono le lezioni di una IV classe di Martinitt dell'anno scolastico 1872-1873, fedelmente ricostruite attraverso i manuali dell'epoca. Il pubblico può scegliere le materie delle lezioni su uno schermo interattivo, sedersi ai banchi di scuola e interagire con un maestro virtuale che compare di fianco alla lavagna.
L'ultima sala è suddivisa in due ambienti, nel primo, chiamato biblioteca, il visitatore può sfogliare su un monitor interattivo dei testi ottocenteschi di Felicita Morandi e di Emilio De Marchi, che ricoprirono incarichi dirigenziali nei due istituti; nel secondo ambiente viene presentata la divisa ufficiale delle Stelline accanto a monitor che proiettano immagini dell'epoca. Nella sala sono esposte anche delle mantelline rivisitate dalle alunne di una scuola di moda di Milano.

Il secondo piano


La prima sala rievoca gli ambienti dell'apprendistato e del lavoro in cui i Martinitt venivano inseriti. Attraverso degli spioncini è possibile vedere i ritratti degli orfani e sentire la corrispondenza dei datori di lavoro, che richiedevano apprendisti all'istituto, mentre un video mostra le realtà artigiane, principale sbocco lavorativo dei Martinitt.  
Nella seconda sala uno schermo mostra le immagini della città e delle fabbriche milanesi di inizio Novecento.
La terza sala è dedicata alla formazione educativa e lavorativa delle Stelline e alle conquiste dei diritti della donna nell'Ottocento. Su di un grande tavolo da lavoro con dei ferri da stiro, posizionato al centro della sala, appaiono delle immagini di indumenti sgualciti accompagnate da un'etichetta, che è il titolo di un argomento associato: stirando l'indumento si svelano gli approfondimenti, mentre un video racconta la condizione femminile nell'Ottocento.
Le ultime due sale sono dedicate ai benefattori degli istituti: gli ambienti ricostruiscono gli studi di un nobile e di un borghese, con oggetti d'arredo originali e alcuni ritratti dei donatori alle pareti. Sugli scrittoi compaiono, videoproiettati sul piano, i ritratti di tutti i personaggi; facendovi scorrere sopra un timbro, appaiono la biografia e i documenti testamentari del benefattore scelto, mentre in una cornice vuota un video alterna la visione totale dei ritratti con i particolari più significativi.

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